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COMUNICATO STAMPA Rete antifascista provinciale Brescia

COMUNICATO STAMPA

Brescia, 15 novembre 2010

La Rete Antifascista provinciale di Brescia vuole rendere pubblica la propria posizione in merito alla giornata di sabato 13 novembre.

Da circa un mese la Rete, attraverso assemblee allargate a tutte le realtà antifasciste e democratiche, ha organizzato una manifestazione per impedire lo svolgimento di una mobilitazione di livello nazionale dell’organizzazione neofascista Forza Nuova, esplicitamente rivolta a contrastare il fenomeno e la lotta degli immigrati a Brescia.

A seguito della loro rinuncia, la Rete ha deciso, attraverso un’assemblea allargata, di convogliare

le forze già organizzate in una mobilitazione a sostegno della lotta dei migranti sulla gru dove la nostra presenza al presidio è costante e quotidiana; altre finalità erano quelle di ricordare la rappresaglia fascista del 1943 avvenuta in piazza Rovetta e di portare solidarietà a Fabio, arrestato pretestuosamente per i fatti dell’8 novembre.

Ribadiamo che gli obiettivi erano quelli di unire la lotta antifascista a quella antirazzista e in questo senso abbiamo lavorato anche con le realtà antifasciste che da tempo compiono un perscorso, dal punto di vista politico e culturale, nei loro territori. Altro obiettivo è stato tentare di rompere l’isolamento imposto dal Ministero a cui sono sottoposti i migranti in lotta, raggiunto portando una delegazione sotto la gru per verificare le condizioni di salute dei migranti.

Nessuna situazione che si è venuta a creare al di fuori degli obiettivi che abbiamo qui esplicitato è da attribuire alla Rete antifascista.

Riteniamo che il corteo è stato un momento positivo che ha visto una grande e determinata partecipazione. La situazione che si è venuta a creare è frutto della tensione che istituzioni e forze dell’ordine hanno generato da settimane negando diritti umani, acqua, cibo, cure mediche e militarizzando la città.

La Rete antifascista ha messo in campo tutte le forze per un buon svolgimento della giornata e per il raggiungimento degli obiettivi sopra esposti, all’interno di un percorso che riteniamo debba essere unitario, comune e partecipato.

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4 Responses

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  1. rete antifa bs says

    Post apparso su Parma antifascista sui fatti di Brescia – Bologna – Torino
    http://www.parmantifascista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=6333&Itemid=234

  2. Monica says

    niente, nn si copia dal vostro comunicato.. cmq sia, è la parte di testo del 7° capoverso.

  3. Monica says

    Tra le virgolette è saltato il testo! 🙁
    <>

  4. Monica says

    Sono da sempre antifascista e di quell’area che viene definita “sinistra extraparlamentare” (anni di centro sociale, oggi non faccio parte di nessun gruppo nè tantomeno di nessun partito) , ma non condivido questo vostro comunicato stampa. Mi dà l’impressione che sia solo un comunicato sulla difensiva dopo che la maggior parte dell’opinione di chi era in piazza è stata molto critica sulla presenza di persone venute da fuori e soprattuto sui loro comportamenti. Che la Rete antifascista abbia lavorato per organizzare una solidarietà coerente con il presidio presente da settimane non lo metto in dubbio, ma NON SI PUO’ NEGARE che la presenza di persone che non han capito la logica e soprattuto l’obiettivo del presidio abbia dato modo alla polizia di far scattare delle cariche inaudite (MAI E DICO MAI GIUSTIFICABILI).
    <> E’ VERO, MA FINCHE’ NON CI SON STATE PERSONE DA FUORI, VENUTE PER LA MANIFESTAZIONE DI FORZA NUOVA, NON ERA SUCCESSO NIENTE IMPUTABILE A PROVOCAZIONI DEL PRESIDIO. LA RABBIA CE L’ABBIAMO ANCHE NOI, E TANTA. MA L’OBIETTIVO NON E’ LO SCONTRO CON GLI SBIRRI, NON E’ SFONDARE DUE TRANSENNE. L’OBIETTIVO QUI E’ PORTARE A CASA UN DIRITTO ALLA VITA, CON UN CAZZO DI PERMESSO X I MIGRANTI CHE SI STAN FACENDO UNA LOTTA DURA CHE MANCO CI IMMAGINIAMO, ALTRO CHE PASSAMONTAGNA E CASCO…. Se chi ha tirato le bottiglie e la “bomba carta” avesse pensato a loro, ma soprattutto se gliene fosse importato qualcosa, sarebbe stato sotto la gru a urlare e a farsi vedere dai ragazzi su, NIENTE DI PIU’. Con tanta rabbia dentro il cuore, ma con la coscienza che l’obiettivo primario è il permesso per chi ora è invisibile.
    Dalla rete antifascista avrei preferito una presa di posizione più dura verso comportamenti che hanno messo in grande pericolo i ragazzi sulla gru (che non han potuto mangiare per due giorni per esempio), i migranti del presidio (che rischiano il CIE o il rimpatrio e non una semplice denuncia), i compagni , i cittadini, i bambini, gli anziani presenti al presidio.
    Che il vero problema sia il governo, la polizia, etc LO SO ANCHE IO ma qui stiamo “giocando” con la vita di persone vere, in carne, ossa e sentimenti e i grandi discorsi poco valgono se non son accompagnati da fatti concreti che quando sei da 15 giorni su una gru, isolato a 35 mt d’altezza, possono essere anche il solo cibo caldo e avere una batteria per il cellulare. ed è per questo che il presidio resiste ogni giorno e si ingrandisce di fronte alla barbarie della polizia. a fianco di trattative per il diritto alla vita, la gente comune, come me, si impegna a dare l’appoggio per semplici cose materiali ma che ora sono fondamentali.
    SEMPRE ANTIFASCISTA, SEMPRE ANTIRAZZISTA, SEMPRE RESISTENTE.
    Monica