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Ecofascismo e fascioecologismo: “difendere l’ambiente” per difendere la “razza pura”

Era il 15 marzo 2019 quando un neonazista australiano di 28 anni trasmise in diretta streaming il Massacro di Christchurch, in Nuova Zelanda, in cui venne fatta strage di 51 persone in una moschea. Cinque mesi dopo, un neonazista texano di 21 anni uccide 23 persone in un supermercato a El Paso in Texas.

Già qua si denotano due fenomeni politici che i movimenti neofascisti nel mondo stanno usando come strumento di propaganda: la gamification e il livestreaming della violenza politica, ovvero riprendono i propri crimini in diretta come se fossero protagonisti di videogame, facendo passare per ludico ciò che è un vero e proprio massacro.

A ciò si aggiunge un altro particolare: la causa ambientale. Questi terroristi neofascisti avevano dichiarato e scritto che, tra le ragioni della propria strage vi fosse “l’ambiente”.  L’attentatore di Christchurch si definitì “etno-nazionalista ed ecofascista”. Sostanzialmente era a favore di una sorta di “autonomia etnica per tutti i popoli, con particolare attenzione alla preservazione della natura e dell’ordine naturale.”

L’ecofascismo, o fascioecologismo, vede nei ‘diversi’ una minaccia per la Patria (vista come “etno-stato”), il “corpo bianco” e l’ambiente, o meglio, le minoranze etniche sono una minaccia che va arginata per il “bene dell’ambiente”. Una matrice fortemente razzista, che riecheggia quelle brutte pagine della storia e della scienza in cui si parlava di “geografia della razza”, di “caratteristiche biologiche della razza”, di “frenologia”, di “classificazione delle razze” come riportate nell’Atlante De Agostini pubblicato nel 1894. Periodo in cui la stessa scienza era razzista e serviva per fomentare fenomeni politici come il “darwinismo sociale” volti a giustificare le guerre e il colonialismo.

Ora tutto questo dovrebbe essere scomparso dalla faccia della Terra tuttavia a quanto pare rimangono quei retaggi politico-ideologici dei precursori del nazismo. D’altronde oggi l’ecofascismo, o “l’ecologismo di estrema destra”, non è sicuramente una novità, ma affonda le sue radici in un passato abbastanza inquietante. In quel proto-nazismo che aveva trovato consenso in alcune comunità come gli Artamani, “protettori della zolla”, un movimento rurale fondato nel 1926 con l’obiettivo di creare un’élite völkisch, germanica e antisemita in piena campagna, lontana dalla liberale Repubblica di Weimar, con il fine di rendersi autosufficienti e di prepararsi al Terzo Reich. La loro vita trovava fondamento nell’esoterismo (che venne ripreso negli anni Settanta dai movimenti dell’estrema destra spiritualista e dalle loro scuole di riferimento come Orion) e nel “ritorno alla terra” abbinato all’odio xenofobo. Ne fecero parte gerarchi delle SS del calibro di Heinrich Himmler, famoso per la passione esoterica, e il futuro comandante di Auschwitz Rudolf Höss.

D’altronde il motto nazista “Blut und Boden” tradotto “sangue e suolo”, evoca un collegamento diretto tra un gruppo etnico e il territorio.

Negli anni Settanta vengono fondati i Gruppi Ricerca Ecologica (GRE) per il volere del biologo Alessandro Di Pietro, legato al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI). Furono il primo esempio in Italia di ambientalismo “di estrema destra”, nato attorno ai Campi Hobbit, manifestazioni giovanili d’estrema destra tenutasi fra il 1977 ed il 1981.

Ancora oggi ci sono giovani fascisti che ripropongono il mito della vita autosufficiente in un rapporto mistico con la Terra, come proposto dal Movimento Volkisch, in un’ottica fortemente razzista. I movimenti suprematisti bianchi come Patriot Front e Identity Evropa negli Usa, sono un esempio di queste narrazioni. Non solo! Diversi gruppi neofascisti hanno iniziato a usare tematiche ambientaliste per reclutare nuove leve esattamente come hanno fatto i gruppi neonazisti The Base, organizzazione suprematista che vuole “stabilire un dominio etno-nazionalista bianco in aree degli Stati Uniti” e la Atomwaffen Division, che sta sempre prendendo più consenso tra Usa e Europa.

La cosiddetta “ecologia profonda” esercita molto interesse tra gli ecofascisti di oggi, in quanto l’esistenza dell’umanità sarebbe intrinsecamente dannosa. Spesso però la versione che danno è l’idea di una “razza pura” con quella di un “ambiente purificato”, usando la Natura come giustificazione della gerarchia sociale. Secondo alcuni di loro infatti la distruzione dell’ambiente è causata dalla sovrappopolazione e soprattutto dai Paesi del “Terzo Mondo” o addirittura, per altri, dal consumismo che a sua volta è provocato dalla modernità, dal “globalismo”, o dal “mondialismo” o dall’“élite ebraica” che, puntando al profitto, consuma le risorse della Terra a discapito dell’ambiente.

Per molti ecofascisti l’umanità sarebbe sì un parassita della Natura ma il disastro ecologico sarebbe “una minaccia all’integrità razziale”. Non a caso l’ecofascista rigetta i diritti umani, avendo come fine riorganizzare la società secondo principi autoritari.

Tra gli ecofascisti più famosi vi sono il finlandese Pentti Linkola, noto per le sue posizioni xenofobe e per aver considerato il genocidio come un “aiuto per Madre Terra”; o David Lane, membro del gruppo terroristico neonazista The Order, che dichiarò: “Dobbiamo assicurare l’esistenza del nostro popolo e un futuro per i bambini bianchi”. L’ecofascismo fu anche il principio ispiratore dell’attentato di matrice neonazista a Oklahoma City nel 1995, tra i più letali atti di terrorismo interno della storia americana.

Negli ultimi anni sul web sono spuntati vari gruppi di questo stampo tra cui il Greenline Front, la cui pagina social è piena di foto di animali e di Hitler e la Brigata Verde che si è resa protagonista di incendi dolosi ad allevamenti intensivi. La Brigata si è sciolta dopo che l’FBI ha arrestato alcuni membri di The Base per associazione a delinquere finalizzata all’omicidio. Il gruppo aveva in programma di pianificare azioni su piccola scala come i “bombardamenti di semi” ossia “palle di terra fertilizzata con semi di piante infestanti” da lanciare nei giardini.

Oggi l’obiettivo è portare avanti “istanze ambientali” attirando giovani da formare come perfetti militanti. Fortunatamente non riescono nel loro intento.

Come si può ben vedere, la loro difesa dell’ambiente e della Natura è del tutto strumentale ad un discorso più ampio volto a dare adito a teorie razziste, xenofobe, omofobe e suprematiste.

Nessuna vera preservazione dell’ambiente, poiché non c’è nessuna critica strutturale al sistema economico che lo devasta cioè il capitalismo!

Nelle loro narrazioni retoriche prevale sempre più il sentirsi “padroni” della propria Terra, piuttosto che custodi rimarcando così il tratto sovranista.

 

 

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