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NON E’ UN RAPTUS, E’ FEMMINICIDIO

Antonio Gozzini, di 80 anni, nell’Ottobre 2018 uccise “sua moglie” (si
disfò di una sua proprietà non più utile…) Cristina Moioli, insegnante
alla superiori. Mentre la donna dormiva, la prese a martellate in testa
per poi finirla accoltellandola alla gola.
Si è tenuto il processo nei giorni scorsi, e la Corte di Assise di
Brescia ha assolto l’uomo dall’accusa di omicidio aggravato dalla
premeditazione, con la motivazione che l’anziano abbia un “totale vizio
di mente”. In pratica, è stato “vittima” (l’assassino) di “un vero e
proprio delirio di gelosia”, testuali parole del consulente della
Procura.
E’ l’ennesimo insulto. E tante sono le donne che si sono incazzate.
Questa mattina, giovedi 10 Dicembre, Non Una di Meno Brescia ha tenuto
un presidio davanti al tribunale di Brescia, per far sentire la voce di
tutte le vittime del patriarcato e della violenza dei tribunali.
E la presa di parola delle donne, come sempre, ha suscitato polemiche e
ingiurie, e ancor peggio, l’accusa “di non aver capito”.

Tra queste ingiurie vorrei citare in particolare il post di Lorenzo
Cinquepalmi, noto penalista bresciano, che si è affrettato a precisare
come la dichiarazione di non imputabilità non sia un giudizio di merito,
e che l’uomo sarà internato in una struttura di custodia in quanto
pericoloso.
E così ci dà contemporaneamente delle cialtrone, delle incompetenti e
delle forcaiole.
Ancora una volta un uomo spiega alle donne perché sbagliano a
prendersela per la violenza maschile sui loro (nostri) corpi, e come
bisognerebbe fare femminismo.
Secondo lui non abbiamo capito, se ci lamentiamo di questa sentenza. In
fondo l’omicida verrà rinchiuso (per altro, se dovesse succedere, perché
non avviene mai PRIMA del femminicidio?)
Qualcuno gli può spiegare che le donne, e tanto più le femministe, non
chiedono la galera per qualcuno, ma un cambio di mentalità per tutti?
Ancora una volta questa sentenza afferma che Cristina è stata uccisa da
un raptus, da un malato, da UN SINGOLO PAZZO.
Ma non ci stiamo più, e vogliamo gridarlo: chi commette femminicidio
(stupro, violenza domestica, discriminazione sul lavoro, e tutte le
altre forme di violenza di genere), è perfettamente sano, e
perfettamente inserito nella cultura di questa società. Che è costruita
sulla violenza e lo sfruttamento di chiunque non sia MASCHIO ETERO
BIANCO E COI SOLDI.
Cinquepalmi si rassegni, abbiamo capito benissimo. E siamo incazzate!

                     

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