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        PERCHE’ IN ITALIA ABBIAMO BRUNO VESPA 

                                             

                               

Due titoli un programma: perché  l’Italia diventò fascista e perché l’Italia amò Mussolini. 

Una bella domanda!   

Nelle risposte si cimenta il noto giornalista e conduttore televisivo Bruno Vespa: mattatore della rete ammiraglia della RAI con la trasmissione “Porta a porta”, uno che ha studiato ma evidentemente ha imparato poco. 

Oppure uno dei tanti che tirano e piegano la storia per propri interessi di bottega: come non ricordarci il Vespa “zerbino” del cavaliere Berlusconi?   

Ma ancor più stupisce l’assordante silenzio di istituzioni e forze politiche che non sono riuscite ad esternare nemmeno un briciolo di indignazione per   due libri  che distorcono la storia facendo passare in secondo piano le nefandezze fatte da ignobili esseri in camicia nera. 

I libri elencano le “cose buone” che avrebbe fatto Mussolini, peccato che alcune iniziative attribuite al dittatore nascono quando lo stesso aveva 3 o 15 anni come nel caso dell’istituzione della Cassa Mutua (1886) oppure l’INPS (1898). Le uniche critiche sono affidate ai social dove si moltiplicano le prese di posizione contro ma anche quelle a favore. 

E dove prevale il concetto qualunquistico: “se lo dice un giornalista Rai come Vespa qualcosa di vero c’è….”. 

La storia non può essere manipolata a proprio piacere, si rischia solo di fare delle brutte figure e chi lo fa sta cercando di approfittare dell’ignoranza altrui per il proprio torna conto, per gettare negli fumo occhi della gente così da difendere chi da sempre comanda. 

I testi sono di scarso interesse narrativo e storico ed alla domanda titolo del libro “ Perchè  l’Italia amò Mussolini” si danno solo risposte parziali e non imparziali. 

Il tentativo vigliacco dell’autore è di giustificare l’ascesa della dittatura attraverso le “cose buone” fatte dal Duce. 

Tralasciando ad esempio una analisi sul successo popolare: spontaneo o indotto? Il popolo amò Mussolini perché la profonda crisi economica, sociale e politica del primo dopoguerra cercava una guida stabile al punto da farsi abbagliare quasi in una sbornia collettiva, oppure perché era costretto ad indossare la camicia nera ed a cantare Giovinezza? 

Il popolo amava Mussolini perché la propaganda di regime gli fece credere nel mito dell’eroe romano che mieteva il grano a torso nudo, prosciugava le paludi, fondava l’Inps e la Mutua; oppure perché non poteva dissentire altrimenti scattavano le manganellate, la prigione, il confino, la fucilazione.  

Il popolo amava Mussolini anche quando istituì le leggi razziali, le deportazioni di massa, la messa fuori legge di partiti, sindacati, associazioni? 

Il popolo amava a tal punto Mussolini che mise fine ai suoi deliri con una straordinaria Lotta di Liberazione!

Purtroppo pochi sono quelli che stanno indicando il libro di Vespa come l’ennesimo esempio di revisionismo, ma nel nostro piccolo qualcosa si può fare: boicottiamo la diffusione del libro. 

Boicottiamo un inutile spot al fascismo!

 

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