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6 giugno fascisti bresciani a Roma

La pistola che ha sparato a Collebeato è ancora fumante, e il 2 giugno, festa stravolta dalla destra populista e postfascista, ci sta ancora opprimendo lo spirito con immagini e cronache del suo revanscismo razzista e fascista. E tra le tiepide, quando non omertose, posizioni di amministratori e organizzazioni per tutto questo scempio, incombe una nuova vergogna fascista d’ispirazione ampiamente bresciana: “I ragazzi d’Italia” a Roma al Circo Massimo, il 6 giugno proclamano una manifestazione Ultras contro (dicono) il governo.

 

Che tipo di manifestazione sarà quella del 6 giugno ce l’ha illustrato Chicco Baldassarri in un video postato sulla sua pagina Facebook il 2 giugno in piazza Arnaldo, dove ha comiziato ospite delle Mascherine Tricolori. Chicco proteiforme fascista, picchiatore e razzista, non ha certo bisogno di presentazioni.

L’Anpi provinciale di Roma, viste le premesse, lancia un appello, al quale aderiscono organizzazioni e partiti, per vietare la manifestazione. Nel testo dell’appello si cita un illuminante articolo del settimanale L’Espresso, che spiega bene la genesi e la natura di questa nuova offensiva fascista.

Una mobilitazione nata tra gli ultras della Brigata Leonessa di Brescia, montata ad arte sui social e che imbarca il peggio della galassia ultras, citiamo dall’articolo: -… Ultras Lazio (eredi degli Irriducibili, sciolti dopo la morte di Fabrizio Piscitelli), gli Ultras del Verona, Veneto Fronte Skinhead, Lealtà Azione (presente nella curva nord dell’Inter) alla veronese Fortezza Europa (vicina alla curva dell’Hellas), gli ultras del Varese, del Bologna, dell’Ascoli, della Juventus, della Roma e che si salderanno con Forza Nuova, i fuoriusciti della Rete delle Comunità Forzanoviste, Avanguardia e Rivolta Nazionale. (…) con l’invito a togliere le mascherine e indossare il passamontagna. – E altri deliri.

Tutto parte da Brescia, eppure nonostante sia tutto evidente e alla luce del sole, non si è ancora levata una voce ufficiale delle istituzioni contro un’iniziativa, che dichiaratamente mira a “destabilizzare la città”. Queste bestie le abbiamo in casa e partiranno con autobus organizzati da qui, da Brescia.  

L’Anpi di Roma ha preso una posizione inequivocabile, netta, chiara e ha catalizzato l’attenzione politica con il suo appello, ma a Brescia nulla. Non una parola dall’ Anpi eppure ce ne sarebbe da dire, a partire dalla pagliacciata di Piazza Arnaldo del 2 Giugno di “Chicco” Baldassarri. Magari meno corone di fiori e bandiere della pace come panacea di tutti i mali e più prese di posizione chiare per un antifascismo militante oggi urgente. Il modello politico attuale dell’Anpi di Brescia ha bisogno di un dato di realtà e per formarselo non deve guardare lontano, basta che guardi la sua città.

Tutti gli antifascisti e antirazzisti devono ridare priorità alla pratica politica e chiedere a organizzazioni e partiti di rimanere fedeli ai valori antifascisti e antirazzisti.

Tutte le sezioni Anpi leggano l’appello del Provinciale di Roma e decidano in merito, è ora.  

http://www.anpiroma.org/2020/06/si-vieti-la-manifestazione-del-6-giugno.html?m=1

La foto di Maurizio Boccacci ci racconta bene cosa ci aspetta a Roma il 6 giugno.

 

 

 

 

 

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