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NUOVO ATTENTATO FASCISTA A COLLEBEATO

Rete Antifascista di Brescia esprime solidarietà e ferma condanna per il gravissimo episodio di chiara matrice fascista e razzista avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Collebeato. Intorno alle 3,30 cinque colpi di pistola contro il centro SPRAR che ospita alcuni richiedenti asilo. Solo il caso ha impedito che vi siano feriti, infatti ben tre proiettili hanno centrato porte e finestre. Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai richiedenti asilo vittime di questo vile attentato e alla cittadinanza.  Solidarietà e vicinanza al sindaco Trebeschi e all’Amministrazione Comunale di Collebeato  che con  il costante impegno nella cooperazione, mettono a disposizione strutture e risorse per il progetto SPRAR.

Il comunicato stampa del Comune di Collebeato e dell’Associazione ADL a Zavidovici Impresa Sociale ONLUS che gestisce questo centro, fa una breve cronaca dei fatti, sottolinea lo sdegno di tutti, rinnovando la solidarietà ai rifugiati, già provati dalle violenze dei paesi d’origine, dalle quali sono fuggiti per cercare rifugio in un paese “civile”. Nel comunicato si fa cenno a un diverbio tra alcuni passanti e i rifugiati per futili motivi e gli estensori si ipotizzano che sia questa la causa degli spari e che sia un episodio isolato. Ciò pare strano, visti i precedenti del 2015, del 2016 e del 2019.

Cinque colpi di pistola in seguito a diverbi per “futili” motivi indicano che quei motivi non sono “futili”, anzi, sono indice di un clima (sub)culturale fascista sempre più diffuso e non contrastato. Sono il frutto della politica della pacificazione che riduce l’antifascismo a una pratica burocratica d’ufficio: qualche corona a un monumento, qualche convegno e uno strisciante minimizzare, soprattutto in questo clima socio-culturale di sdoganamento del fascismo.

Il nome per gesti come questi è solo uno: criminalità fascista! Sparare contro delle finestre è un attentato, e gli attentati fascisti e razzisti non sono mai isolati, fanno sempre parte di una strategia feroce che parte da lontano. La storia ce lo dovrebbe aver insegnato, soprattutto a noi bresciani.
Come si può non collegare direttamente tutti gli episodi di violenza fascista accaduti a Collebeato?

Elenchiamoli:
– nel 2015 il Comune di Collebeato aveva negato alla Rete Antifascista di Brescia ospitalità per un’iniziativa di autofinanziamento perché, a parte motivazioni formali e procedurali, subì e si piegò a una volgarissima minaccia da parte di pregiudicati a metà strada tra la militanza nazi-fascista e la criminalità comune, alcuni dei quali abitanti a Collebeato.
– Probabilmente sono gli stessi fascisti che colpirono Collebeato a suon di scritte e svastiche il 27 aprile 2016.
– Nell’ottobre 2019 ancora scritte razziste e fasciste sul comune e lo scoppio che fa saltare la cassetta della posta del sindaco.

Il Sindaco Trebeschi nel 2015 negò le minacce ricevute; e questo piegarsi ad esse contribuì ad alimentare la tracotanza e il senso d’impunità dei fascisti. Serviva da subito una durissima e determinata presa di posizione contro quelle minacce e a tutti gli episodi successivi, che invece sono state negate e minimizzate. Sono atti intimidatori con un’unica matrice, frutto di quella strategia che abbiamo conosciuto nel 2015, che ha, sicuramente involontariamente, favorito questa escalation alla quale stiamo assistendo. L’antifascismo di facciata porta a questo e il coro di doverose esecrazioni e condanne non basta.
Abbiamo subito un periodo di scarsa agibilità politica (25 Aprile, Primo Maggio e 28 Maggio in sedicesimo), andiamo verso un 2 giugno denso di manifestazioni della destra populista, nostalgica e neofascista, assistiamo a gesti come quello di sabato a Collebeato, che sono i prodromi dell’aria politica che tira. Bisogna dare una risposta forte e chiara: serve vigilanza e lotta antifascista.

SOLIDARIETA’ AI RICHIEDENTI ASILO

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI

Rete Antifascista Brescia Brescia 1 giugno 2020

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