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25 APRILE, SEMPRE RESISTENZA parte 1 e 2


…Ci fa orrore la violenza per imporre una presenza

25 Aprile, sempre Resistenza…

(Fuoco a Centocelle, Assalti Frontali)

Riprendiamo e condividiamo in pieno le parole/rime di Militant A, in questo 25 Aprile vogliamo ricordare
la Resistenza (forse) in senso classico. La nostra città è medaglia d’argento per la Resistenza, ma al contempo è schiacciata dalla vicinanza geografica alla sede della venefica Repubblica Sociale di Salò, che
viene ricordata e celebrata anche in tante sedi istituzionali e private. Salò non ha il carattere evocativo e simbolico di Predappio, per ora, ma è comunque un focolaio di nostalgici e negazionisti, e l’instancabile lavoro “culuturale” di personaggi come Giordano Bruno Guerri con altri revisionisti del Vittoriale, assieme ad altri soggetti irradiano un pesante clima di sdoganamento del fascismo in città e in tutta la nazione. Vogliono obbligarci a forza ad accettare il fascismo come degna e accettabile espressione delle nostre tradizioni: questa è violenza in tutti i sensi. 

La nostra città, insieme a Milano e Bologna, ha subito l’oltraggio delle bombe e fasciste e di stato che volevano ripristinare l’ordine autoritario e fascista. Bombe di stato gestite dai servizi segreti dello Stato con vere e proprie coperture politiche, che hanno garantito impunità a mandanti ed esecutori e prodotto processi che hanno ratificato una verità ‘azzoppata’ e giustizia ancora lungi dal venire.

Ma la città, la sua gente, ha restituito e impedito una deriva fascista a costo di sacrifici umani/personali, ha creato e custodito gli anticorpi affinché tutto ciò non ritornasse. Grazie a tutt*. Oggi il fascismo o meglio l’idea/ideologia fascista ha cambiato pelle, e i fascisti che la praticano, per la lunga     permanenza nelle fogne, non sanno più cosa sia la luce del sole e si sono trasformati in ramarri che cambiano colore a seconda della situazione pur di riaffermare l’ideologia fascista. Ci spieghiamo meglio: ci fa orrore la violenza dei pestaggi gratuiti a migranti, militanti, a sedi politiche o di volontariato perpetrati della Brigata Leonessa, emanazione locale dalle bande neonaziste del Veneto Fronte Skinheads.

Ci fa orrore la violenza degli sbirri a difesa di quattro gatti nostalgici di Forza Nuova, che provocano aprendo pseudo sedi in quartieri multietnici e che poi, se non protetti dai teppisti in divisa devono tornare da sono venuti: nelle fogne.

Ci fa orrore la finta solidarietà di CasaPound Italia con la sua emanazione di protezione civile La Salamandra è sempre presente a offrire solidarietà “solo agli italiani” e con il benestare della Protezione Civile.

 

Ci fa orrore la violenza dialettica xenofoba, razzista e fascista, per ora solo verbale, di partiti come la Lega del caudillo Salvini, o Fratelli d’Italia della nostalgica Meloni, che anche in questo periodo di emergenza umanitaria non fanno altro che invocare le misure autoritarie proprie dei populisti fascistoidi.

 

Ci fa orrore che gli attacchi ai migranti o ai comunisti, sia sempre in corso da parte di qualche comune a trazione leghista con delle pessime uscite anche su spazi e pannelli comunali.

Ci fa orrore che Salvini e Meloni siano dei litigiosi che alla prima difficoltà guardano il proprio orto e sfanculino gli ‘amici’ (Ps: gli aiuti arrivano dai comunisti, Cina, Cuba, Venezuela e dai sovranisti cosa arriva?)

Fatta la digressione, oggi vogliamo ricordare la Resistenza come massima forma espressiva di ribellione, consapevolezza e forza. Si, vogliamo ricordare la Resistenza, ma tutta, non solo quella epica e eroica quasi mitica che ci è stata regalata/spacciata dalla sinistra istituzionale e che oggi la riduce e a banali commemorazioni vuote, retoriche staccate dalla realtà attuale.

Sì, vogliamo ricordare le brigate, i grandi comandanti, le battaglie epiche, combattute anche da noi, come il Sonclino e il comandante Verginella, ma vorremmo oggi togliere dalla naftalina in cui sono state messe, figure come quelle di Rosi Romelli e delle altre militanti attive della Resistenza, eternate dal libro l’Agnese va a morire di Renata Viganò. Ricorderemo anche di Agape Nulli, esponente delle Fiamme Verdi, recentemente scomparsa ma nota ai più perché comunque celebrata dalle istituzioni.  Sono partigiane a tutti gli effetti troppo spesso relegate, come i ragazzi, al ruolo di ‘Staffette’ o marginali. Questa visione della Resistenza negando qualsiasi ruolo attivo a donne e ragazzi, li ha anche privati della possibilità di aiuti economici nel dopoguerra perché non considerati combattenti. Dopo il danno la beffa. Vogliamo ricordare le donne per ribadire che il nostro striscione di qualche anno fa, “Antifascismo è Antisessimo”, non è lettera morta ma una pratica quotidiana.

 

(continua)

 

parte 2

 

 

leggere anche questo che è cronaca odierna https://fuochidiresistenza.noblogs.org/?p=2857&preview=true

 

 


Siamo i ribelli della montagna – Ustamao

Rimanendo sul tema “danno e beffa” non vogliamo parlare dei Colle der Fomento, ma di chi oggi sta combattendo o ha combattuto in terre lontane (magari nemmeno troppo lontane), per la libertà del popolo  della “nazione insesistente Curda” spartita tra più Stati Nazionali. Vogliamo ricordare le miliziane curde delle YPG/YZD che orgogliosamente reagiscono al fascismo turco/jihadista, subiscono la violenza delle grandi potenze capitaliste che con per spartirsi le loro terre tradiscono tutti, tranne che il loro interesse rapace.

Tra questi combattenti, come in Spagna nel ’36, ce ne sono molti che vengono da tutto il mondo e costituiscono le nuove Brigate Internazionali. Compagni che ancora lottano e credono nella Resistenza. Alcuni sono italiani. Alcuni sono morti, come Lorenzo Orso Tekoser Orsetti combattendo l’Isis, altri hanno sconfitto l’Isis e sono rientrati in Italia e ora si trovanno sottoposti a procedimenti di sorveglianza speciale e come se i terroristi fossero loro. Già, Banditen come chi durante il nazifascismo e nel dopoguerra aveva combattuto per la libertà, ma pagò per atti politici compiuti contro i fascisti. I federali, i pretori, i questori, i commissari, gli sbirri hanno compiuto crimini e nefandezze inenarrabili ma sono rimasti tutti al loro posto perché lo stato borghese li riteneva comunque affidabili, ed è ancora così, con una mentalità reazionaria che si tramanda di generazione in generazione. Bel lavoro l’aministia Migliore del migliore di tutti.

Con un passo indietro temporale, ma sempre nell’ambito del valore della Resistenza vogliamo ricordare Valerio Verbano, compagno di Autonomia Operaia diciannovenne assasinato brutalmente nella sua abitazione da tre neofascisti file:///Users/rinaldo/Library/Containers/com.apple.mail/Data/Library/Mail%20Downloads/9B8F24FF-88B9-4B38-B091-629DFA0966B8/valerio_verbano.htm. Valerio è stato ucciso perché militante antifascsita attivo, aveva raccolto e stava raccogliendo un dossier dettagliato sull’estrema destra e i suoi rapporti con sbirri e spacciatori. La sua vocazione e tenacia l’hanno ucciso. Come sempre quando ci sono di mezzo fascisti e sbirri (brutto connunbio) anche le sue indagini sono state intralciate, per non dire oltraggiate, e alla fine portate lungo un binario morto. A ridosso di questo 25 Aprile si saprà/si sa se le indagini per il suo omicidio (22/02/1980) potranno proseguire o andranno archiviate. Resistiamo.

Infine vorremmo ricordare una compagna che ci ha recentemente lasciato: Simonetta Frau, icona femminile del movimento del ’77. Credevamo che fosse lei la ragazza col foulard alzato sul viso che è diventata un simbolo di quello che è stato il movimento del ’ 77, nella foto di Tano D’Amico, ma non lo è, quella compagna è un’altra persona. Comunque l’attività politica di Simonetta è perfettamente rappresentata da quella foto che incarna il potente impatto simbolico di un movimento di ‘strani studenti’, di garantiti e non, di visionari e ribelli che viveva il proprio presente cercando di migliorarlo, capirlo o forse ‘curarlo’ più che cambiarlo.

Un movimento che è esploso tra e nella strategia della tensione (Milano 12/12/69, Brescia 28/05/1974, Bologna 02/08/1980) e che ha subito la grande repressione fascio poliziesca di Kossiga, con i carrarmati di Bologna dopo l’omicidio di Francesco Lorusso e delle squadre speciali infiltrate nei cortei culminate con l’uccisione di Giorgiana Masi nel maggio del’77. Un movimento che andava avanti, che aveva uno sguardo globale su tutto quello che era la vita quotidiana: ‘il personale è politico, il politico è personale’. Forse ingenuamente voleva rompere gli schemi, il sistema, che vedeva oltre, che il re era nudo ma non si è accorto che era molto violento.Un movimento anche molto creativo che ci ha lasciato fumetti, fanzine, riviste e soprattutto le radio libere, Radio Alice, che testimoniò in diretta le tragiche giornate di marzo e negli anni ha continuato a fare controinformazione e ha mantenuto il suo fascino e la sua attualità https://www.youtube.com/watch?v=3aFdAxSiZxc, oppure pensiamo all’esperienza di Radio GAP che raccontò le nefaste giornate del G8 di Genova. Entrambe queste radio subirono la stessa sorte: sgomberate .

.Il G8 di Genova: l’ultimo episodio di Resistenza del Nuovo Millennio come dissero Haidi Giuliani e il poeta del popolo Militant A. [inserire file Giovanni_Lindo_Ferretti]_1]

La loro eredità rimane rimarrà ha già dato segni di risvegli belli, brutti, duraturi e effimeri, ma Resistenti. Oggi  più che mai torna d’attualità il cinquantesimo della celebrazione della Ressitenza a Reggio Emilia che aveva prodotto un (gran) concerto, un film e un libro: MATERIALE RESISTENTE.

Ecco il nostro augurio vorrebbe essere questo se vi ritrovate in queste parole e nei valori della Resistenza siete:

 

 

MATERIALE RESISTENTE!

Rete Antifascista di Brescia

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