Skip to content


Collebeato di nuovo nazifascisti in azione

La Rete Antifascista di Brescia esprime ferma condanna per il grave atto dinamitardo compiuto ai danni del Sindaco di Collebeato Antonio Trebeschi e per le scritte razziste ed ingiuriose vergate sul palazzo comunale. La matrice politica di questo gravissimo atto è assolutamente chiara, sia per le modalità che per la firma: la svastica sulla lapide che ricorda i partigiani è il tangibile segno che si tratta di fascisti. Probabilmente sono gli stessi fascisti che già colpirono Collebeato a suon di scritte il 27 aprile 2016.

Il diffuso clima d’odio fomenta i sempre più frequenti episodi d’intimidazione fascista e razzista che ci troviamo a commentare quotidianamente. Inoltre, i recenti successi elettorali dei fascio-leghisti e della destra nostalgica hanno rafforzato il loro senso di impunità e arroganza, sempre sostenuti dai loro amministratori locali che non perdono occasione di concedere spazi pubblici e di dare agibilità politica anche a Forza Nuova Casapound.

Per le istituzioni sembra che l’antifascismo sia diventata una pratica burocratica d’ufficio; qualche corona a un monumento, qualche convegno, ma un’opposizione decisa è scomparsa.

Ora, questo episodio ha creato un certo clamore per l’efferatezza e la violenza con cui è stato concepito e oggi sul Giornale di Brescia il sindaco Trebeschi dice: – Non ho paura, saremo sempre una comunità che accoglie.

Il giornalista Enrico Mirani sostiene, da testimonianze dei cittadini, che a Collebeato non ci sono tensioni e che la spedizione fascista è stata “una provocazione venuta da fuori”.  

La necessità di tranquillizzare spesso rende ciechi. Infatti ricordiamo, e lo abbiamo già ricordato su questo blog il 22 marzo, che nell’autunno del 2015 la Rete Antifascista di Brescia aveva chiesto ospitalità proprio in uno spazio del Comune di Collebeato per un’iniziativa di autofinanziamento.

Il Sindaco Trebeschi in persona negò ogni disponibilità perché, a parte motivazioni formali e procedura, subì e si piegò a una durissima minaccia da parte di loschi individui a metà strada tra la militanza nazi-fascista e la criminalità comune anche abitanti a Collebeato.

Il dictat fu: “se concedi spazi agli antifascisti mettiamo Collebeato a ferro e fuoco!”E questo fu sufficiente per negarci spazi di agibilità politica. Purtroppo quando si assecondano e ci si spaventa davanti alle minacce dei fascisti, poi si finisce per diventarne le vittime comunque.

Ogni concessione, ogni mancata presa di posizione antifascista, ogni omissione alla verità dei fatti è un danno gravissimo all’identità democratica e antifascista di una comunità. Le minacce di Collebeato, come il delirante incontro con Pillon a Flero di ieri, al quale si è aggiunto l’onnipresente rosso-bruno Fusaro, ci obbligano a non aver mai paura dei fascisti e ci chiamano a un antifascismo militante, oggi più che mai necessario a tutti i livelli, compresi quelli istituzionali e culturali. A questo proposito esemplare l’intervento dell’orbo Manlio Milani che animato dalla sua smania di riconciliazione con i fascisti, condanna la violenza dell’episodio ma non i contenuti ideologici. Come dire: se i fascisti stanno buoni va bene.

Ricordiamoci che la prima la cosa di cui aver terrore oggi è il clima di restaurazione e normalizzazione culturale del fascismo, con il quale non ci potrà mai essere nessuna folle riconciliazione.

 

 

 

 

Posted in informazione antifa, realtà antifa, storia e memoria, territorio, Varie.