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Memorial Simone Riva a Prevalle

Oggi 14 settembre si sta svolgendo “Il Memorial Simone Riva” organizzato da Brescia Identitaria a Prevalle, presso il municipio messo a disposizione dal sindaco Giustacchini, in barba alla Costituzione, alle leggi Scelba e Mancino e al buon senso. Per questo la Rete Antifa di Brescia ha scritto una lettera aperta alla direttrice del Giornale di Brescia Nunzia Vallini e al giornalista Federico Gervasoni invitandoli a denunciare questa ennesima adunata fascista tramite il quotidiano e gli altri mezzi d’informazione. Di seguito riportiamo la lettera, per rendere pubbliche le nostre posizioni, nel caso che il quotidiano non la pubblichi. 

 

Lettera aperta al direttore del Giornale di Brescia e al giornalista Federico Gervasoni, autore de “Il cuore nero di Brescia”.

 

Gentile Direttrice dott.ssa Nunzia Vallini, gentile Federico Gervasoni,

mentre si diffondono opposti stati d’animo a proposito della chiusura dei profili Facebook di Casapound e di Forza Nuova, divisi tra chi invoca la libertà di espressione e chi inneggia alla decisione unilaterale della multinazionale, incombe una questione di non poco conto: Il Memoriale Simone Riva organizzato da Brescia Identitaria, gruppo del panorama dell’estrema destra bresciana, che si terrà nel municipio di Prevalle sabato 14 settembre, come naturale continuazione dell’evento di Casapound avvenuto in luglio, sempre nel municipio di Prevalle.

La questione è sintomatica dell’inadempienza degli organi preposti ad applicare le Disposizioni transitorie e finali della Costituzione Italiana, che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Non bastasse questo, c’è in aggiunta la legge Scelba e la legge Mancino che trattano anch’esse la materia.

Voi, dott.ssa Vallini e gentile Federico, avete udito in prima persona il leader locale di Casapound, in occasione della presentazione del libro “Il cuore nero della città” alla sala Libretti che si dichiarava orgogliosamente fascista; quindi non c’è dubbio che lo sia e tanto dovrebbe bastare a chiarire lo stato delle cose.  Per questo è inaccettabile che eventi dichiaratamente filofascisti e filonazisti si svolgano in un municipio dello Stato Italiano e con programmi che fanno rabbrividire. Tuttavia, nessuna voce ufficiale delle istituzioni, degli organi di polizia e dell’informazione si è levata a stigmatizzare l’iniziativa e chiederne conto al sindaco di Prevalle, che mette a disposizione dei fascisti un luogo istituzionale. Il sindaco Giustacchini è un abituale sostenitore delle iniziative dell’estrema destra fascista e ricco di episodi a volte grotteschi.

Per questo l’Anpi di Prevalle aveva preso posizione con una lettera formale che denunciava la concessione del municipio a Casapound del mese di luglio, alla quale il sindaco ha risposto con una lettera zeppa di sofismi, che rivendicava la presunta legittimità dell’operazione, perché riconosceva a Casapound lo status di partito politico democratico. I suoi cavilli formali non danno dei contenuti etici al suo operato e la sua visione della società rimane fascista. Le sue argomentazioni hanno senso solo per chi è vittima dell’analfabetismo civico e politico, che la narrazione e la propaganda incessante della destra sovranista e filofascista stanno praticando da trent’anni in Italia. Ora, se la forma è priva di sostanza, è il nulla, è inutile, la forma prende dignità quando è asservita a un’idealità alta, proprio com’è alta l’idealità della nostra costituzione; se poi la forma è esposta con arroganza e propone programmi inquietanti, oltre che vuota è fascista. Ecco il programma dell’evento “Me ne strafotto – Memorial Simone Riva” che il sindaco Giustacchini promuove, pretende e impone in municipio e per il quale non abbiamo ancora nessuna condanna pubblica della società civile e dei mass-media:

  • ore 18 conferenza e presentazione del libro “I Detonatori”, di Gianni Correggiari
  • ore 21 concerto dei Gesta Bellica Sangius Honor.

Vediamo chi sono questi Gesta Bellica: gruppo nato all’interno di Veneto Fronte Skinheads, esordiscono al campo “Ritorno a Camelot”, hanno come marchio l’aquila nazista e il motto delle SS Sanguis Honor e sostengono di fare rock nazionalista. Hanno partecipato a numerosi festival nazionalisti e nazi rock, tra cui a Brescia nel ’99 al “Memorial Ian Stuat”, a Torri del Benaco al “Boreal festival”, a Roma nel 2012 al “Memorial Massimo Morselli” con altri gruppi nazirock, nel 2015 a “Erebor Camp” e tanti altri che potrete trovare in rete facendo una ricerca su di loro.

Ecco un loro testo:

“Una razza per una storia, una stirpe per la civiltà 
Un’Europa ci accomuna: desiderio di libertà 
Mille genti da tutto il mondo, mille facce senza dignità 
E l’Europa si frantuma in mille piccole società! 
Bianco, potere bianco!” 

 

Questa ideologia e le persone che la praticano e sostengono, e che spesso ricoprono cariche istituzionali grazie allo sdoganamento effettuato dalla Lega e dal Berlusconismo, non possono trovare cittadinanza in una società civile e ci meravigliamo che le voci dell’antifascismo siano vox clamantis in deserto,nell’indifferenza di istituzioni e partiti.

Chiediamo che il

, sicuramente antifascista, prenda posizione per non suscitare dubbio alcuno sul suo ruolo democratico ed educativo al servizio della cittadinanza. E chiediamo a Federico Gervasoni che allarghi le sue significative inchieste sul neofascismo bresciano alla musica nazionalista e nazirock. Essa è espressione aggregante del neofascismo e neonazismo e figlia di collusioni politiche e non dovrebbe essere rappresentata in luoghi istituzionali.

Rete Antifa Brescia

 

 

 

 

 

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