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SE NON LI CONOSCETE GUARDATELI PER BENE, SON FASCISTI, SON CAMICIE NERE

 

La comparsa del manifesto affisso in via Cremona contro Donatella Albini, consigliere comunale e medico, che la definisce “Assessore all’invasione” per il suo impegno a bordo della nave Mare Jonio, ha sollevato rabbia, sdegno e indignazione in tutte le persone che non si riconoscono in questo clima d’odio subdolo e ignorante. I quotidiani locali, l’informazione mainstream, la CGIL e varie organizzazioni politiche hanno manifestato una decisa, unanime e inaspettatamente unitaria solidarietà a Donatella Albini. Segno che i fascisti, in questo caso Brescia ai Bresciani, con questa azione squadrista, schifosa e indegna hanno superato il limite dell’accettazione anche del tiepido e conciliante antifascismo di facciata ormai diffuso. 

Rete Antifa Brescia esprime totale solidarietà a Donatella e totale condanna per l’atto fascista che non può essere sottovalutato e che richiede risposte ferme da tutta la città.

I fascisti di Brescia ai Bresciani colpiscono e diffamano Donatella per gli ideali che rappresenta, per l’impegno di medico, per il suo schieramento politico e anche nel suo essere donna. Continuano a spargere il loro germe d’odio e ignoranza che ha creato questo disastro di intolleranza e indifferenza sociale e civile. La metodologia, autenticamente fascista, è un classico: creano un nemico, ed è meglio se è donna, quindi lo diffamano, lo insultano e ne ridicolizzano gli ideali, sicuri che la pancia del “popolino” fascio-leghista gioirà e li riempirà di consenso e di “like” nella cloaca dei social.

Però, e corre l’obbligo di sottolineare il però, tutta questa indignazione doverosa e unanime è scaturita da un episodio eclatante. Si, eclatante perché coinvolge una personalità pubblica, molto conosciuta, con ruoli istituzionali, di partito e professionali; insomma, davanti a questa ignominia nessuno della cosiddetta società civile poteva esimersi dall’esprimere una condanna.

Mentre tutte le altre azioni del fascismo nostrano, spesso gravi, violente a cui spesso assistiamo in città e provincia, non suscitano altrettanta indignazione e non generano altrettante prese di posizione unanimi della società civile, dei mezzi di comunicazione e dell’associazionismo politico e sociale, ma tendono a perdersi nei mille rivoli della condanna generica, per poi perdersi nell’indifferenza e nella minimizzazione dei più, anche quando sfruttano gli  spazi istituzionali e l’agibilità politica che ricevono dalle colluse amministrazioni leghiste del territorio.

Ricordiamo, a questo proposito, che la questione tra Anpi e Sindaco di Prevalle è sempre aperta e in sospeso, ma non suscita altrettanto sdegno e tende a essere ignorata, anche se la posta in gioco è ancora più alta. Trent’anni di berlusconismo hanno sdoganato il fascismo e oggi la Lega sta proseguendo in quell’azione: distrugge la nostra cultura, mistifica la storia, cancella i valori della nostra società, che è fondata sull’antifascismo per costituzione. Le azioni come quella del sindaco di Prevalle Giustacchini Damiano, che ha concesso il municipio per un’iniziativa della Barricata di Casapound, ne sono la plastica rappresentazione.

L’ANPI di Prevalle ha espresso la sua ferma protesta con una lettera, alla quale il sindaco ha risposto riducendo la questione a sofismi formali e burocratici, appellandosi a un indifferenziato diritto di espressione per tutti, indipendentemente dagli ideali professati. Il sindaco rivendica il fatto che Casapound non sia fuori legge perché disposizioni transitorie e definitive della costituzione (magica carta che tutti citano ma nessuno legge e applica), legge Scelba e Legge Mancino non ne hanno prodotto lo scioglimento.

Vero, a oggi è così, ma questo è il frutto avvelenato dell’inadempienza degli organi preposti ad attuarle quelle disposizioni costituzionali e leggi. Se oggi è ancora così, la responsabilità è delle tiepide politiche antifasciste dei partiti di centrosinistra e della società civile ed è per questo che Casapound, Forza Nuova e la miriade di sigle e organizzazioni prosperano impunite con la complicità della Lega e delle giunte di destra. Come non indignarci e stigmatizzare il comportamento, uno tra i tanti in atto, del sindaco di Prevalle, che sta distorcendo una disposizione costituzionale e la cultura civile per sostituirla con una sottocultura fatta di ignoranza e disinformazione, e ancora, come non ricordare la serie infinita di provocazioni, minacce e violenze dei fascisti? Eppure non si vedono all’orizzonte iniziative di mobilitazioni unitarie per scendere in piazza contro i fascisti.

Diceva una vecchia canzone: se non li conoscete guardateli per bene, son fascisti, son camice nere.

Guardiamoli e rendiamoci conto che è ora di una mobilitazione antifascista unitaria ora, adesso.

 

 

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