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LA NONA VITTIMA DELLA STRAGE DI BRESCIA DEL1974

In ricordo delle nove vittime della strage di piazza Loggia 1974. Si nove vittime e non otto, perché se ne dimentica sempre una e allora oltre a Giulietta, Livia, Euplo, Luigi, Bartolomeo, Alberto, Clementina, Vittorio, dimentichiamo sempre la nona vittima: Verità sulla strage! Fu stage fascista e di stato!

Lo sciopero generale del 28 maggio fu una Manifestazione Antifascista contro il clima di violenza squadrista che opprimeva la città.

Dal discorso di Franco Castrezzati, sindacalista democristiano, negli istanti precedenti allo scoppio:– … i Sindacati hanno proclamato per questa mattina sciopero generale, tutti i partiti democratici sono presenti, (…) la strategia eversiva orchestrata dai gruppi neofascisti culminata nei drammatici avvenimenti di questi ultimi giorni trova un’imponente giornata di lotta una risposta ferma decisa, (…) da troppo tempo nella nostra provincia avvengono (…) atti di provocazione fascista culminati spesso in veri attentati criminali, i lavoratori chiedono che si faccia piena luce fino ad arrivare ai mandanti e ai finanziatori della trama nera.

L’assassinio della verità storica e politica e l’oblio dell’antifascismo è cominciato da anni e oggi è giunto a una vergognosa messa in scena dei più beceri sentimenti pietistici indifferenziati. Nel programma della Giornata della Memoria della strage una parola è censurata: Antifascismo.

Il lungo percorso, iniziato anni fa dalla Casa della Memoria con il sostegno della parte peggiore e ipocrita dello Stato, oggi ha raggiunto la metà: una farsa con cerimonie religiose, incontri con le autorità cittadine, inviti a portare fiori e a raccogliere le perle di saggezza e pacificazione indifferenziata di Sindaco e intellettuali mercenari. La farsa finisce in gloriacon un concerto nella chiesa di San Francesco, a cura del Festival Pianistico; eseguirlo in un auditoriumavrebbe puzzato di eccessiva laicitàdi questi tempi.

Forza gente, rosario alla mano e pietà per tutti, fascisti e repubblichini compresi.

Il clou sarà l’inaugurazione del nuovo ipocrita tratto di formelle del Percorso della Memoria. Ed è in questo atto politico reazionario e falso che si concentra l’essenza dell’assassinio della verità e della memoria.

I prodromi si erano visti nella partecipazione di Manlio Milani all’incontro pubblico sulla strage di Piazza Loggia organizzato da Casa Pound nel 2011, creando sconcerto, sdegno e stupore, ma incassando l‘eloquente solidarietà della Leghista Simona Bordonali, allora presidente della giunta comunale, e di Paola Vilardi, consigliere comunale Pdl.

Milani agguanta anche l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica Napolitano per la posa di formelle commemorative di tutte le vittime della violenza politica dal 1962, posate in semplice ordine cronologico. Il percorso va da Piazza della Loggia, esattamente dalla Stele che ricorda la bomba, al Castello. 

Ecco le finalità, testualmente:-Si ritiene che una collettività, desiderosa di giudicare serenamenteuna parentesi tragica della propria storia, debba avere il coraggio di ammettere e di ricordare il dolore pagato quale prezzo per sconfiggere la violenza di quegli anni. Questa testimonianza vuole raccogliere in un’unica espressione ciò̀ che è affidato all’episodica rievocazione in manifestazioni deputate. –

Raccogliere il tutto in “un’unica espressione”avvicinando, nelle lapidi poste con tanta pompa, vittime e carnefici in nome di una stagione di tolleranza e “serenità”, è una manipolazione delle coscienze che assolve e riabilita, senza che ci sia stata nessuna espiazione, i fascisti di ieri e di oggi e i loro folli ideali.

I proclami del “Giorno della Memoria”  ricordano le vittime: – “tutte, qualunque fosse la loro collocazione politica e qualunque fosse l’ispirazione politica di chi aggrediva e colpiva” –. In realtà di molti militanti di sinistra ammazzati non vengono neppure citati i nomi, o a volte lo fanno in modo errato, ma i fascisti ci sono tutti.

In un documento allegato si cita Napolitano, dove dice.- “(…) se nel periodo da noi considerato, si sono incrociate per qualche tempo diverse trame eversive, da un lato di destra neofascista e di impronta reazionaria, con connivenze anche in seno ad apparati dello Stato [ndr: è talmente palese che non lo si può negare nemmeno in un’opera di revisione storica!], dall’altro lato di sinistra estremista e rivoluzionaria, non c’è dubbio che dominanti siano ben presto diventate queste ultime, col dilagare del terrorismo delle Brigate Rosse”.

Oggi la questione è più viva e attuale che mai, il clima ritorna a essere funestamente denso di tensioni nazi-fasciste e in un attimo con queste pratiche celebrative si ridefinisce la percezione della realtà collettiva: lo stato è la tutela della democrazia e i rivoluzionari e i militanti di sinistra sono il male oscuro della società.

Questa è distorsione della realtà e dell’immaginario comune, rinegozia continuamente le immagini collettive, crea nuovi feticcicome produttori di legami socialie crea un regime di finzione. Questo appare lo scopo di queste celebrazioni e del Percorso della Memoria. Questa modalità di comunicazione demagogica, mistificatoria, spettacolare, definita dagli antropologi “infotainemet”, non ha neppure bisogno di essere rigorosa e precisa nei suoi riferimenti, perché nessuno andrà a controllare le fonti e l’attendibilità delle affermazioni. Non è sciatteria e omissione, non è altro che l’arrogante certezza da parte del regime di avere stipulato un nuovo contratto socialeche attutisce lo scontro di classe e crea una nuova coscienza collettiva manipolata. E quindi, tutti in piazza e poi a messa e stasera un po’ di musica classica, sempre in chiesa però.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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