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L’adunata fascista non riesce neppure al bar

Ieri sera era prevista a Brescia a pochi metri dal quartiere multietnico ed antifascista del Carmine una iniziativa elettorale di “Fogna Nuova” con la presenza del Segretario nazionale Roberto Fiore.

Quel Fiore fondatore della organizzazione terroristica Terza Posizione, condannato, … rifugiato all’estero… e al soldo dei Servizi Segreti britannici, che da latitante si è trovato a capo di un impero finanziario. La solita ignobile ed ennesima provocazione fascista, ma è stata respinta con forza.

L’iniziativa era prevista in un bar di Piazza Cesare Battisti, ma il barista, grazie alle spiegazioni e alle proteste ricevute dai cittadini, ha capito la situazione e si è chiamato fuori tenendo chiuso il locale.

Fiore dopo essere stato a Lumezzane è calato in città con un risibile manipolo di adepti in camicia nera, ma ad accoglierlo ha trovato l’intero quartiere Carmine e trecento antifascisti con striscioni e bandiere, determinati a impedire ogni agibilità politica a un terrorista nero (a pochi giorni dal 28 maggio) e al suo partito dichiaratamente fascista e quindi fuorilegge.

Un ampio spiegamento di forze dell’ordine (chi paga?) ha impedito ai fascisti di avvicinarsi alla zona del bar ove era previsto lo squallido raduno. Come un gregge di pecoroni il manipolo nero ha vagato per il centro nel tentativo di trovare un luogo “sicuro” dove fare lo show del loro capo e padrone. Ogni spostamento era però attentamente vigilato e seguito dagli antifascisti che hanno impedito ogni agibilità politica. L’unico percorso che i fascisti sono riusciti a fare è stato il transito nella galleria Tito Speri in andata e poi ritorno: l’unico posto che gli si addice, un tunnel buio e sinistro come le fognature. Fiore non è riuscito a parlare e quindi ha affidato ai social la propria incazzatura e ha accusato la Questura di Brescia di essere “antifascista”. Bel corto circuito: dimentica che tutte le istituzioni democratiche devono essere antifasciste per costituzione, compreso il Ministero degli Interni e il suo ministro, così come tutte le strutture ad esso collegate a partire proprio dalle Questure.

Come al solito, il cronista del Bugiardino di Brescia ha scritto panzane, forse era altrove e se l’è fatto raccontare da qualche questurino l’accaduto. In realtà nessun momento di tensione alle ore 20 perché a quell’ora non c’era nessun fascista in giro, sono arrivati molto dopo ed erano quattro topi neri. Inoltre il bar non è stato chiuso per motivi di sicurezza, anzi, il barista ha detto a due nostri compagni che la Digos gli imponeva di tenere aperto e che gli garantiva la totale incolumità. E comunque alle 19 era già sprangato. Ma sembra dal tono del giornalista che la massima preoccupazione sia la turbativa di quella pagliacciata della 1000 Miglia che rende così tronfi sindaco, giunta e capitalisti; è la loro festa e guai a disturbare, il popolo potrebbe capire che li stanno pigliando per il culo.

Fiore deve imparare la lezione: a Brescia lui e i suoi seguaci troveranno sempre questa accoglienza, la stessa che da sempre si riserva ai fascisti ed ai razzisti.

FASCISTI RESTATE NELLE FOGNE!

 

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