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La Spada che volle farsi fioretto.

Accade a Roncadelle, popoloso ed operoso comune dell’hinterland cittadino retto da una giunta di centro-sinistra che esprime come sindaco Damiano Spada

Forza Nuova, la nota formazione politica di ispirazione fascista, aveva annunciato un presidio per venerdì 22 marzoa sostegno dello sgombero del campo Rom. In seguito, sui canali social, FNcomunica che la manifestazione è stata annullata; ma in realtà è stata vietata dalle autorità competenti per ragioni di ordine pubblico. Quindi, la provocatoria reazione di Forza Nuova è di indire un volantinaggio con gazebo nella via principale del paese per il giorno successivo, sabato 23 marzo, anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento. Sulla scrivania del Sindaco Spada è giunta la richiesta di occupazione di suolo pubblico, ma il primo cittadino, nonostante quanto prevede la Costituzione e le leggi in materia a partire dalla Legge Mancino, e nonostante le numerose pressioni ricevute dagli antifascisti locali, non trova le motivazioni legali per rigettare la richiesta e autorizza l’iniziativa concedendo uno spazio pubblico che si affaccia sulla centralissima via Roma.

Uno sparuto gruppo di foraznovisti (nessuno di Roncadelle) si posiziona con il proprio materiale all’interno del cortile dove abitualmente si consegna il kit per la raccolta differenziata. Luogo che si addice a perfezione alle loro nefaste e lugubri ideologie. I numerosi antifascisti presenti, per lo più locali con alcuni da fuori, ha impedito che i fascisti in maglia nera potessero circolare per via Roma con i propri volantini carichi di odio e luoghi comuni. La ferma e democratica reazione ha costretto le forze dell’ordine a confinare i provocatori dentro il cortile della raccolta differenziata.

L’iniziativa è fallita: nessun volantino distribuito, nessuna comunicazione con i cittadini.  Ancora una volta solo l’intervento degli antifascisti ha impedito che i fascisti potessero circolare indisturbati. Le forze dell’ordine si sono limitate a controllare la situazione senza mai dover intervenire. Il sindaco Spada è sempre stato presente, circondato dai propri agenti di polizia locale, a pochi metri dal gazebo di FN e non ha mai attraversato la strada per confrontarsi con i propri cittadini che animavano la contro-manifestazione.

La stampa locale ha riportato la notizia con imprecisioni penose e strumentali, ma la cosa non stupisce visto che il corrispondente locale” ha prima salutato calorosamente i militanti di FN e poi si è a sua volta posizionato a fianco del Sindaco. Se il Sig. Giornalista avesse parlato con gli antifascisti avrebbe scoperto che non si trattava solo di “antagonisti dei Centri Sociali”, ma di militanti dell’ANPI indignati e formazioni della sinistra. I cittadini di Roncadelle di passaggio per via Roma, si rendevano conto di cosa stava accadendo e si univano al presidio antifascista esprimendo la loro rabbia e indignazione. Da un lato i cittadini, il potenziale bacino elettorale, e il proprio Sindaco dall’altro, nella parte di strada del presidio fascista: insomma un bel cortocircuito che non potrà non lasciare strascichi e ci fa pensare a cose già viste nel 1919. Infatti il Sindaco invece di agire di fioretto (con quali aspettative poi?), avrebbe potuto colpire con la spada metaforica della legge, essere coerente con il giuramento alla Costituzione e negare spazi di agibilità politica ai fascisti.

Il Sig. Sindaco Spada ricorderà sicuramente che qualche anno fa il Sindaco di Collebeato (del suo stesso partito), prima concesse e poi negò lo spazio e lagibilità politica a uniniziativa antifascista. Perché? Perché un pluri-pregiudicatonazifascista minacciò di mettere a ferro e fuoco il paese e tanto bastò perché il Sindaco di Collebeato cancellasse lautorizzazione. Quindi gli strumenti legislativi ci sono, ma stranamente sono stati usati contro gli antifascisti  non si usano ora, con il clima attuale, contro unorganizzazione politica di conclamata e ostentata ispirazione fascista: Forza Nuova.

Se questo è il metodo che adottano le amministrazioni, anche del cosiddetto centro sinistra, dora in avanti ci regoleremo di conseguenza e ne prenderemo atto.

Infine, la cronaca ci dice che un ridicolo numero di fascisti, su parole dordine primitive e razziste, nonostante tutta la compiacenza delle autorità costituite, lappoggio incondizionato dei mezzi di comunicazione e le relazioni sempre più strette con la rock star della politica fascista Salvini e il suo partito, si ritrovano materialmente in quattro, dico quattro, e solo dopo numerosi appelli telefonici radunano sette fascisti di Forza Nuova. Gli antifascisti inizialmente sono una trentina poi diventano settanta con i cittadini di passaggio che hanno aderito al presidio; segno che quel popolo,” di cui gli sciovinisti ampollosamente amano riempirsi la bocca, non è quello che la loro propaganda fascista e leghista vuole farci credere. Vuol dire che la parola antifascismo ha ancora un senso per la gente e che gli amministratorinon compromessi o collusi con lattuale deriva fascista, hanno il dovere di trovare il coraggio, di prendere posizione, perché lo devono ai cittadini, alla società civile, alle leggi e alla costituzione e, infine, a loro stessi, per salvaguardare la loro dignità politica di singoli e di partito.

NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI  

 

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