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La giornata del ricordo

La giornata del ricordo dovrebbe ricordarci che siamo antifascisti.

Compare ed è subito cancellato, questo commento sulla pagina Facebook dell’Anpi di Rovigo:“Eh sarebbe bello spiegare ai ragazzi delle medie che le foibe le hanno inventate i fascisti, sia come sistema per far sparire i partigiani jugoslavi, che come invenzione storica. Tipo la vergognosa fandonia della foiba di Basovizza…”.

 Antonella Toffanello, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Rovigo,al Fatto Quotidiano del 29 gennaio: “E’ bastato un post apparso in una discussione del sito dell’Anpi della piccola Rovigo a scatenare un putiferio in un’Italia che dovrebbe avere ben altri e più gravi problemi. E’ un intervento scritto non so neppure da chi, ma ne prendiamo le distanze. Non rappresenta il nostro pensiero”. E si minacciano espulsioni.

 Tanto basta perché il circo Barnum della destra si scateni con Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia, con De Carlo di Fratelli d’Italia e con Roberto Novelli che querela l’Anpi di Rovigo ai sensi dell’articolo 604 bis del Codice penale, un articolo questo che dovrebbe perseguire i fascisti e non l’Anpi, visto che tutela la memoria storica della resistenza tra le altre cose.

 Veniamo alla pagina facebook dell’ANPI di Rovigo che è:

“Viene il dubbio che una certa parte politica, dopo avere messo sullo stesso piano la Giornata della Memoria delle vittime del nazifascismo e il Giorno del Ricordo “delle foibe e dell’esodo”, stia coscientemente cercando di minimizzare il senso della prima per esaltare invece i contenuti della seconda, che si basano per lo più su ricostruzioni storiche falsate e del tutto decontestualizzate. Cancellare la memoria delle vittime antifasciste per passare alla criminalizzazione dei partigiani internazionalisti e comunisti, in modo da sminuire i crimini del nazifascismo e riabilitare i fascisti che furono invece giustiziati alla fine della guerra, come se la loro morte violenta potesse cancellare ogni responsabilità pregressa.”

 Pubblica anche un intervento della Nuova Alabarda del 27 gennaio che fotografa la situazione triestina in modo implacabile e mette all’angolo l’attuale classe politica, pubblicando anche il link del video del “… discorso del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza (grande assente assieme al “governatore” Fedriga ed al vescovo Crepaldi), letto dall’assessore Giorgio Rossi nella Risiera di San Sabba, è stato peggio del solito”.

 Il 10 febbraio incombe e le iniziative fasciste si sprecano numerose, con il sostegno vergognoso delle giunte fascio-leghiste, e vogliono legittimare tutte le leggi liberticide in cantiere, non solo il DDL sicurezza, ma tutto il corollario che i Penta-leghisti ci imporranno per la felicità dei padroni.

Antifascismo se ci sei batti un colpo, credo si faccia così a evocare gli spiriti dell’aldilà. Ma noi siamo nell’al di qua ancora per un po’, e dobbiamo lottare per rimanerci, fare militanza antifascista senza paura e senza subire le minacce d’espulsione di nessuno. In gioco non c’è solo la conservazione della memoria, ma l’attuazione di un regime autoritario ormai già ben avviato.

Ecco tutto il pregevole intervento della Nuova Alabarda che sgombera con semplicità il campo dalla retorica memorialistica inutile, con il link del video dell’amministazione di Trieste alla Risiera di San Sabba.

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 2019.

LA NUOVA ALABARDA·DOMENICA 27 GENNAIO 2019

Da anni ormai le celebrazioni istituzionali della Giornata della Memoria (che dovrebbero riguardare la memoria di tutti i crimini commessi dal nazifascismo, ricordati nella data simbolica che vide la liberazione del lager di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa) sono state ridotte a mera retorica, spesso esclusivamente religiosa e militarista, ma non solo: sempre più si fa riferimento al solo sterminio degli ebrei che non furono invece le uniche vittime della politica genocida nazifascista: da subito il Reich iniziò ad internare ed uccidere gli oppositori politici, proseguì poi nella soluzione finale che prevedeva l’eliminazione delle “vite zavorra” (cioè disabili e malati mentali) e degli “asociali”, tra i quali venivano compresi omosessuali e tutti coloro che non rientravano nei canoni esistenziali nazisti; e poi i Rom ed i prigionieri di guerra sovietici, per i quali non era prevista neppure la schiavitù del lavoro.

Oggi il discorso del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza (grande assente assieme al “governatore” Fedriga ed al vescovo Crepaldi), letto dall’assessore Giorgio Rossi nella Risiera di San Sabba, è stato peggio del solito (potete sentirlo nel video indicato in calce). Nessun accenno alla situazione contemporanea, come se non esistesse una crescente intolleranza xenofoba con connotati squadristici e fascisti nel nostro Paese, ed in tutta Europa; in compenso è stato ribadito nuovamente un concetto che abbiamo sentito negli ultimi anni (purtroppo anche da parte del sindaco del PD Cosolini) e cioè che lo sterminio degli ebrei triestini è stato particolarmente grave in quanto si trattava di una comunità importante dal punto di vista dello sviluppo economico della città. Fossero stati una comunità di emarginati o anche solo di operai e contadini sarebbe stata una cosa meno tragica e grave?

E francamente insopportabili i continui “io ho fatto, io ho detto, io di qua ed io di là”, inframezzati nel discorso, che ci sono sembrati del tutto fuori luogo per un discorso del primo cittadino di Trieste in una tale occasione.

In tono minore tutta la commemorazione: a parte i grandi assenti, tolti i rappresentanti delle associazioni d’arma e della comunità ebraica, le autorità ed i giornalisti, c’erano pochissime persone: mancavano le scolaresche, i giovani, i genitori con i figli.

Inoltre le associazioni dei partigiani e degli ex deportati, coloro ai quali dovrebbe essere dedicata tale giornata, hanno scelto di posare le proprie corone ieri, nell’ambito della manifestazione del Coro Partigiano Triestino, in segno di protesta per le politiche di una Giunta comunale che dimentica troppo spesso cosa significhi “diritti civili” e “rispetto del diverso”, e che in più occasioni ha dato prova di non essere del tutto allineata sui valori che dovrebbero essere celebrati il 27 gennaio.

Viene il dubbio che una certa parte politica, dopo avere messo sullo stesso piano la Giornata della Memoria delle vittime del nazifascismo ed il Giorno del Ricordo “delle foibe e dell’esodo”, stia coscientemente cercando di minimizzare il senso della prima per esaltare invece i contenuti della seconda, che si basano per lo più su ricostruzioni storiche falsate e del tutto decontestualizzate. Cancellare la memoria delle vittime antifasciste per passare alla criminalizzazione dei partigiani internazionalisti e comunisti, in modo da sminuire i crimini del nazifascismo e riabilitare i fascisti che furono invece giustiziati alla fine della guerra, come se la loro morte violenta potesse cancellare ogni responsabilità pregressa.

Claudia Cernigoi, 27 gennaio 2019

 

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