Skip to content


COMMEMORAZIONE FASCISTA AUTORIZZATA

E GIORNALISTI PICCHIATI

In merito alla aggressione fascista del giornalista e del fotografo del settimanale L’Espresso, avvenuta a Roma lo scorso 7 gennaio in occasione della commemorazione di Acca Laurentia, corre l’obbligo  fare alcune considerazioni. Il mondo giornalistico e politico si è giustamente indignato esprimendo ampia solidarietà alle due vittime della violenza squadrista; ennesime vittime ed ennesimi giornalisti colpiti. A fronte della gravità dei fatti è però passato inosservato o in secondo piano il fatto che un manipolo di nostalgici fascisti in camicia nera, braccio teso e simboli nazisti abbia potuto, in modo indisturbato e autorizzato, manifestare pubblicamente in barba a tutte le norme di legge a partire dalla Costituzione.

Ancora una volta, le forze dell’ordine presenti hanno garantito ai fascisti la piena agibilità politica in maniera plateale. Lo stesso Ministro degli Interni affermando che i violenti vanno puniti e senza specificarne la matrice politica ha palesemente tentato, come sempre, di ridurre l’episodio alla semplice scazzottata tra balordi.

Acca Larentia è il nome della via di Roma dove il 7 gennaio del 1978 vennero giustiziati due militanti fascisti, il terzo venne freddato dai Carabinieri, proprio dopo che la reazione dei camerati si accanì contro i giornalisti presenti e di una troupe della RAI in particolare. Di seguito citiamo la rivendicazione dell’azione del 1978.

     

«Un nucleo armato, dopo un’accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larenzia, ha colpito i topi neri nell’esatto momento in cui questi stavano uscendo per compiere l’ennesima azione squadristica. Non si illudano i camerati, la lista è ancora lunga. Da troppo tempo lo squadrismo insanguina le strade d’Italia coperto dalla magistratura e dai partiti dell’accordo a sei. Questa connivenza garantisce i fascisti dalle carceri borghesi, ma non dalla giustizia proletaria, che non darà mai tregua. Abbiamo colpito duro e non certo a caso, le carogne nere sono picchiatori ben conosciuti e addestrati all’uso delle armi.» 
(Rivendicazione della strage di Acca Larenzia a nome dei “Nuclei Armati di Contropotere territoriale”)

Posted in informazione antifa, realtà antifa, territorio, Varie.