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Dopo un raccolto ne viene un altro, bisogna andare avanti.

75° dell’eccidio dei fratelli Cervi

Era il 28 dicembre 1943 quando i ribelli sediziosi e comunisti Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio, i sette fratelli Cervi, con il disertore Quarto Camurri, -“italiano rinnegato” come recita la cronaca fascista della “brillante operazione di polizia militare”- furono fucilati dai fascisti nel poligono di tiro cittadino di Reggio Emilia. Papà Cervi era in cella e non fu nemmeno informato che i suoi figli condannati a morte furono fucilati alle ore 6,30 di quel 28 dicembre 1943.

Dopo un raccolto ne viene un altro, bisogna andare avanti”. Queste le parole del vecchio “Cide” quando, tornato a casa dal carcere, seppe dalla moglie Genoeffa la tragica fine dei suoi ragazzi.

E di raccolti ne deve fare ancora tanti l’antifascismo perché i fascisti sono sempre gli stessi e sempre in agguato. Anche quando trovano una morte gaglioffa durante una spedizione squadristica e razzista, o impunita com’è accaduto mercoledì 26 Dicembre. Carlo Maria Maggi morto nel suo letto a 83 anni, senza aver fatto un giorno di prigione, nonostante le molteplici condanne, tra cui l’ergastolo per la strage di Piazza Loggia.

Daniele ‘Dede’ Belardinelli, capo Ultras dei Blood and Honored esponente dei Do.Ra. di Varese, è morto mentre attuava un’aggressione squadristica, ironia della sorte, investito da un simbolo del capitalismo crediamo a lui caro: un Suv.
La sigla Blood and Honour (“Sangue e onore”), uno dei motti delle SS, fu utilizzata nel 1979, agli albori del movimento naziskin in Inghilterra. A Varese Blood and Honour nasce nel 1998, sotto il simbolo della runa protogermanica Othalaed che è stata simbolo della divisione delle Waffen SS Prinz Eugen, una delle divisioni più feroci che fu impegnata, dal1942, nella repressione antipartigiana nei Balcani.

All’interno della tifoseria calcistica, i Blood and Honour presero di mira cittadini extracomunitari, realtà politiche, associazionistiche e sindacali come Cgil, Anpi e Rifondazione.

Dopo 75 anni dobbiamo ancora vedere, leggere e subire queste cronache in un’ignoranza e analfabetismo civile, politico e sociale che riduce questi episodi fascisti a semplici atti di teppismo tra tifoserie opposte.

Ne dovrà fare ancora molti di raccolti l’antifascismo perché l’eccidio dei fratelli Cervi non sia una vuota commemorazione di circostanza.

Onore ai fratelli Cervi ma Antifascismo ora, adesso, subito!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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