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PASSATO CHE CONFERMA IL PRESENTE

E ANTICIPA IL FUTURO DELLA CITTA’ DEI PRIMATI

Solo tre giorni fa abbiamo pubblicato la doverosa analisi degli eventi terroristici del ’69, culminati con la strage di stato di Piazza Fontana il 12 Dicembre di Saverio Ferrari, assolutamente necessaria, anche dopo tanti anni, per opporsi al corso di normalizzazione e archiviazione della stagione delle bombe e delle stragi come episodio disdicevole e nefasto, ma ormai consegnato alla storia. Le istituzioni, lo stato tutto, i mass-media trattano la stagione delle bombe e dei fascisti in modo corporativo e consolatorio, da studiare, quando sarà il caso, in futuro forse, sui libri di storia, ma escludendola dal dibattito politico. Troppi falsi e depistaggi sono spacciati alla gente (popolo?) come droghe pesanti, in pochi ormai hanno la percezione dell’accaduto per la lunga dissimulazione praticata dal potere politico e dai fascisti in tutti questi anni: quarantanove anni, pensate, quarantanove. Più di due generazioni, trascorse a sentire di tutto sulle stragi, meno una cosa: la verità. Chi non è militante antifascista di allora non ricorda certo il ruolo eversivo e centrale di Avanguardia Nazionaleanche a Brescia, nomi come Kim Borromeo o i fratelli Fadini, che scorrazzavano per la città rabbiosi e ignoranti. Non ricorda Freda e Ventura, che qui aprirono una sede, non ricorda Stefano delle Chiaie e non ricorda il ruolo ricoperto da questi picchiatori fascisti nelle lotte operaie dell’autunno caldo del ’69.       Non ricorda che Maletti era un generale del Sid, i servizi segreti dell’esercito, che Guido Giannettini era giornalista fascista e agente del Sid. Potremmo continuare per ore, l’elenco è infinito. Tutto questo è diventato solo un’eco marginale e confusa di momenti di tensione sociale, rumori di fondo di tempi andati, che oggi no, non ci sono più! Questo racconta lo Stato, con molti partiti e mass-media: siamo in una solida democrazia parlamentare. Abbiamo altri problemi ripetono fino allo sfinimento, e sono: immigrazione, Europa che tarpa le ali alla crescita, gli antagonisti che vogliono fermare le lucrose grandi opere, la famiglia tradizionale da tutelare.    “Di certo il fascismo non tornerà mai”, questo è il cavallo di battaglia di Salvini che al fascismo è intimamente omogeneo. Ci inchiodano a questi simulacri per non farci vedere i veri problemi di classe. Come diceva Marx: «Il lavoro di pelle bianca non può emanciparsi in un paese dove viene marchiato se ha la pelle nera». E ancora: «L’operaio comune inglese odia l’operaio irlandese come un concorrente che comprime i salari e il suo tenore di vita. Egli prova per lui antipatie nazionali e religiose (…) la borghesia sa che questa divisione è il vero segreto del mantenimento del suo potere».  Insomma, la strategia è sempre la stessa per tenere a bada le classi inferiori, proletari o immigrati o diversi fa niente, ma funziona sempre.

Avanguardia Nazionale si è ricostituita da circa tre anni nell’indifferenza istituzionale e a Brescia è particolarmente attiva e senza pudore; ostenta sui social foto di cene con saluti romani; su questo blog ne abbiamo più volte dato notizia. Nostalgici dell’Odal e delle Waffen SS tesi a inserirsi in modo trasversale in tutti i movimenti fascio-leghisti della città e controllare tutti i manipoli dediti al sogno perverso di sgomberare con la violenza la cosiddetta immigrazione e degrado. Dalla candidata sindaco di Forza Nuova Laura Castagna, ai falsi volontari col basco blu dei Brixia Blue Boys che facevano ronde nei parchi, a Casapound che ha un negozio in centro, ai fascisti del Fronte Veneto Skinheads che aggrediscono i compagni al Carmine e hanno anche loro un negozio in centro, a Forza Nuova che apre una sede, l’Ambasciata in via Milano e vuole fare un presidio sul sagrato della chiesa di San Faustino, solo per fare alcuni esempi. Fatti raccontati con subdole e fantasiose ricostruzioni giornalistiche, care al nuovo potere leghista. Giornali che denunciano pubblicamente l’aria fascista che tira solo quando non possono esimersi dal farlo per il clamore dell’accaduto. Così come la Questura, che in accelerazione autoritaria e repressiva, a volte deve intervenire a fronte di fascisti che la fanno troppo grossa, tipo il ritrovamento di arsenali da guerra in casa di due fascisti.  Ma questa città democratica e avanzata, che vanta numerosi primati, con una sana Giunta di centrosinistra, non argina le uscite Leghiste spalleggiate da Forza Nuova in consiglio comunale e non chiude la vergognosa querelle sul Bigio. Con gli industriali bresciani illuminati, che danno lavoro ai giovani e non li sfruttano, e il termoutilizzatore, celebrato dalla Lega come il più avanzato d’Europa, che non inquina, ma produce profitto, oggi la città raggiunge un nuovo esaltante primato: Brescia è la città più inquinata d’Italia, come certificato dall’ISPRA. L’inquinamento industriale della città e della provincia non è una novità, eppure i vertici di A2A non hanno mai accettato alcun confronto con movimenti e associazioni, limitandosi a confutare i dati, come fanno Del Bono e la Cominelli sui quotidiani parrocchiali locali oggi. La provincia non sta certo meglio, da tutti i punti di vista, infatti, nella campagna tra Quinzano d’Oglio e Borgo San Giacomo c’è un canale irriguo che è il più inquinato d’Europa, cristo, d’Europa e in provincia, nella vicinissima città di Salò, sede ideale di tutte le liturgie dei fascisti, sempre attiva a commemorare il Duce e il ventennio, con operatori culturali di altissimo rango reazionario come Sgarbi e Giordano Bruno Guerri, autentiche vestali del fascismo, Forza Nuova ha annunciato l’istituzione di ronde contro le Baby Gang. Notizia pubblicata dai quotidiani in due articoli tiepidi e concilianti, che minimizzano a folkloristico il fatto e non ne vogliono cogliere l’essenza fascista. La certezza di essere impuniti e la proditoria arroganza e pericolosità, nasce ed è sostenuta dall’omogenea appartenenza all’attuale potere politico di tutti i gruppi fascisti. Virtualmente sono tutti movimenti e partiti fuori legge se si rispettasse la legge Scelba, i dirigenti sempre gli stessi, da Delle Chiaiea Fiore o Iannone 
o ex agenti provocatori come Merlino, che compaiono in tante foto sui social con ostensione continua di rune e tetre simbologie fasciste e naziste.

L’ecologia non è solo ambientale ma politica ed etica e ripristinare valori umani condivisi che tendano a un mondo migliore, è urgente. Sembrano ovvietà ma oggi non lo sono; l’addomesticamento e la narcosi dell’opinione pubblica ci annichiliscono, per questo dobbiamo continuare a leggere e rileggere i dossier come quello di Saverio Ferrari, anzi non leggerli ma studiarli, perché i modi e i pericoli del fascismo, pur nelle nuove forme seducenti e moderne, sono sempre uguali. Il fascismo non smetterà mai di essere il cane da guardia del capitalismo e non dobbiamo abbassare la guardia.

Mai, né ora né domani.

 

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