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POLITICA DELL’IMMAGINE: LEGHISMO ETERNO RITORNO DEL FASCISMO

POLITICA DELL’IMMAGINE: LEGHISMO ETERNO RITORNO DEL FASCISMO

8 Dicembre, Festa dell’Immacolata: l’adunata Leghista a Roma è l’attuale culmine dello sviluppo della “politica dell’immagine” leghista. La similitudine con la politica dell’immagine fascista del ventennio è evidente e sconcertante nelle rappresentazioni simboliche, nella loro molteplicità di riferimenti culturali e capacità proteiforme di adattarsi alle contingenze politiche del momento

Il repentino e continuo mutare dell’immagine di massa della Lega e del suo “Duce” è paradigmatico dell’esistenza di opposti e numerosi fronti, che condizionano il modus operandi della proposta dell’immagine leghista, in funzione delle diverse fasi politiche attraversate nell’ultimo ventennio leghista.La politica, e non solo dell’immagine, leghista è condizionata dall’identità del suo destinatario sociale, tale destinatario non è un prototipo immutabile, cambia secondo le congiunture che si susseguono.

Questa dimensione diacronica non permette di definire con precisione la politica dell’immagine della Lega, ma di capire correttamente il disegno storico, la tensione politica finale, così come gli obiettivi strategici ultimi. Questo tentativo di comprensione deve comunque tener conto di quella pluralità di aspetti caratteristici del “sovranismo razzista leghista” e non incorrere in caratterizzazioni troppo unilaterali.

Curiosamente il fascismo si trovò nella medesima situazione e altrettanto abile fu nella politica dell’immagine del partito e del Duce. Alla metà degli anni ’30 il Fascismo rurale”, espressione delle periferie e del provincialismo, le nostalgie “diciannoviste” e il ritorno alle tradizioni originarie, convivevano con il fascismo efficientista e tecnologico, con la modernità che voleva spazzare la via la burocrazia. Quante similitudini con il percorso leghista. Altra cosa fu poi la parabola imperiale e colonialista del fascismo, ma anche qui le similitudini si sprecano, basta volerle vedere. Aspetti diversi che s’intrecciano tra loro e caratterizzano, così come caratterizzarono il fascismo, la politica della Lega. Facce diverse di un fenomeno politico e culturale che costituisce “l’identità leghista” di oggi.     Cultura visiva e politica che aderisce con eccezionale capacità di adattamento all’interpretazione della massa e irretisce parte le classi più colte.

Salvini che imbonisce la piazza con la felpa della “Polizia”, che manda bacini, ringrazia “a nome di tutti gli italiani”, dice “prima gli italiani”, dice “a me interessano gli operai” e sciorina il suo repertorio d’immagine politica usando linguaggi spicci da “strapaese”. I fascisti evocavano “agili manganelli e giustizia speditiva”, anche quelli puri prodotti della sana tradizione popolaresca, salvo poi difendere gli interessi del capitale; infatti, ha incontrato gli imprenditorie si è già messo a disposizione.

Salvini fa un Gazzettino da Strapaese, (che fu una rivista fascista degli anni ’20), cita Martin Luther King, Wojtyla anticomunista, presepe e crocefisso, e ringrazia continuamente il “buon dio”, così come succedeva nel ventennio, quello del Duce. Infatti, nel ’27 dal Gazzettino di Strapaese citiamo questo passo: ” Strapaese è fatto apposta per difendere a spada tratta il carattere rurale e paesano della gente italiana: vale a dire, oltreché l’espressione più genuina schietta della razza, l’ambiente, il clima, la mentalità ove son custodite per istinto e per amore le più rare tradizioni nostre.”

E “Il Selvaggio”, altra testata fascista in occasione di grandi adunate romane pubblica: ” Il fascismo ha avuto il manganello per salvare l’Italia dalla barbarie politica, culturale e intellettuale.”

Ora che l’ampolla del Po è definitivamente rotta e i cocci persi “nell’identità tradizionale italiana”, ora che l’Adunata nazionale si fa nel giorno della madonna, in una piazza con la statua della madonna, e nel nome di Salvini, ogni domanda è retorica, ma ci tocca l’obbligo di farla, di urlarla:

Se questo non è già fascismo, cosa può essere?

L’antifascismo deve essere prioritario e militante a tutti i livelli ora.

 

 

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