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LEGHISTI E CASTAGNA NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO FASCISMO

Venerdì 30 novembre 2018 il Consiglio Comunale di Brescia è stato chiamato a discutere un’interrogazione della Lega Nord circa lo sgombero delle “casette” occupate a Sanpolino in via Gatti, costruite per gli operai dei cantieri della metropolitana, al termine dei lavori, furono abbandonate e acquisite dal Comune di Brescia. Nell’aprile del 2013, in piena crisi economica e abitativa dovuta alle migliaia di sfratti per morosità incolpevole, alcune decine di persone rimaste senza un lavoro e senza una casa, trovarono un tetto grazie a questo villaggio di container.

 

Doveva essere una soluzione momentanea, ma a cinque anni di distanza il problema è ancora presente nella sua plastica drammaticità. Si sta cercando una soluzione, in stretto contatto con l’Amministrazione Comunale, per dare casa e dignità a chi è costretto ad abitare le “casette, magari qualcosa di simile a quanto concretizzato per gli abitanti dell’Hotel Alabarda e dell’Albergo di via Corsica.   

La sala consigliare è affollata, molti abitanti delle “casette” e compagni/e delle varie Associazioni, tutti sono ansiosi di sentire le argomentazioni dei consiglieri leghisti.

Nell’ultima fila, sedute compostamente quattro persone che stonano con la situazione, sono quattro fascisti, capeggiati da Laura Castagna, che con ghigno sardonico stanno pregustando la soddisfazione di vedere i loro camerati leghisti in azione. Vigili e commessi sorvegliano il pubblico; tra Bordonali, Fantoni, Tacconi e Giori Cappellutti (ha due cognomi sarà nobile?) e i quattro fascisti corrono occhiate d’intesa, come dire: – Adesso vedrete cosa combiniamo!

Sullo scranno centrale il presidente del consiglio comunale Cammarata, a sinistra l’assessore Fenaroli, straniti e sgomenti, scrutano perplessi la sala mentre la consigliera leghista Fantoni, con mano sul petto dice che il suo intervento parte dal profondo del cuore”e che la richiesta di sgombero “con le ruspe” è dolorosamente fatta per tutelare tutte quelle “povere madri bresciane che non hanno i soldi per le medicine dei loro pargoletti”.

La provocazione è evidente, l’indignazione totale, una compagna dell’Associazione Diritti per tuttitenta di aprire uno striscione ostacolata dai vigili, compagni/e del Magazzinogridano:”Vergogna!!!”

Ecco che l’ineffabile Cammaratasospende la seduta e chiede lo sgombero della sala. Nessuno si muove e dopo breve trattativa e reprimenda di Cammarata, che spiega a tutti “le regole aure dell’assemblea e della democrazia”per proseguire la seduta, e cioè che “la forma è sostanza” e si rispetta a prescindere,quindi non si devono interrompere gli interventi, neanche quelli dei leghisti, anche se loro, i leghisti, non rispettano niente. La seduta riprende. I fascisti ghignano, si stanno divertendo.La consigliera Fantonitermina l’intervento con la solita retorica fascista, melensa e spietata, tra i malumori e le proteste di compagni/e. Risponde l’assessore Fenaroli, molto compitamente elenca tutti i fatti e riafferma la volontà del comune di eseguire gli sgomberi appena troverà una soluzione abitativa. In ogni caso la questione “casette” è derubricata dall’azione politica e ricondotta in un atto di ordinaria amministrazione”Nessun commento politico sui contenuti reazionari dell’interrogazione leghista. Nonostante questa risposta accomodante e consolatoria scatta il delirio fascio-leghista.Il consigliere Giori (nei suoi osceni pantaloni principe di Galles beige) attacca frontalmente il tiepido intervento di Fenaroli che alle ruspe contrapponeva la logica dell’integrazione; urla si sbraccia e diventa paonazzo, parte del pubblico urla, la compagna migrante tenta di nuovo di aprire lo striscione.Il consigliere Tacconi, finora rimasto dietro i suoi per consigliarli e aizzarli sottovoce, rompe gli indugi e partecipa al “pasticcio” finale, urlando convulso contro i compagni/e, del resto è un professionista.Bagarre: forza pubblica che interviene, seduta sospesa, pubblico allontanato tra le urla belluine­­­ di Giori, della Castagna e di un’altra fascista che sentenzia -“ se sono senza soldi questi qui (rivolta ai migranti e ai disoccupati), …ma andate a cagare…”. La classe non è acqua.

Più tardi, sul profilo Facebook di Laura Castagna compare questo shoccante post: –“Zecche fatevi una bella doccia prima di parlare, ma una doccia di quelle giuste!” 

Non v’è dubbio che la fascista Castagna alluda alle “docce” in cui sono stati sterminati milioni di persone dal regime nazista. Tant’è che si è scatenata la reazione via web e sulla stampa. La stessa Castagna tenta una rocambolesca retromarcia ma come sempre accade la toppa è peggio del buco. Ecco confezionare frasi di rito tra il paternalismo e la melassa “… sono una donna e una madre di famiglia… “e ancora “…intendevo le docce quelle col sapone…” “…si ipotizza che dalle minacce io possa passare alla violenza…”.

 Verrebbe da dire: non ci sono più i fascisti di una volta! Questi lanciano il sasso e poi non solo nascondono la mano ma piagnucolano come bambini. E’ vero che stiamo parlando di Laura Castagna, “una candidata sindaco a Brescia” che alle elezioni di quest’anno ha preso 571 votipari allo 0,69%.Una scoreggia nell’aria inquinata della città!

Ma è necessarioinquadrarequesta paladina senza arte ne parte. Laura Castagna, classe ’69, residente al Villagio Violino è stata candidata sindaco di Brescia con una coalizione denominata Brescia Italiasostenuta da “Azione Sociale”, di cui la Castagna è Presidente Provincialee da “Forza Nuova”.

Quest’accozzaglia è stata tenuta a battesimo da Roberto Fiorein persona. Insomma, è figlia di Azione Socialedella fascistissima Alessandra Mussolini(nipotina del duce) ora emigrata in altri gruppi, si dichiara Indipendente di Area Lega Nord,e di Forza Nuovadi quel Fiore, condannato per banda armata e associazione sovversiva come capo di Terza Posizione in tutti i tre gradi di giudizio,scappato all’estero e rientrato in Italia nel ‘99 a pene prescritte.

Durante la latitanza ha fatto molti soldi con appoggi dubbi. Rientrato in Italia è ricco e pronto a guidare Forza Nuova. Solitamente il problema dei latitanti è avere fiancheggiatori per sbarcare le giornate, Fioreaddirittura diventa capo di un impero affaristico e amico del leader dell’estrema destra britannica Nick Griffin. Chissà da dove giungono tutti sti soldi? Ma la storia si farebbe troppo lunga e questa non è la sede.Queste le basi politiche della donna e mamma” Castagna, basi fascistissime, sovversive, eversive e finanziate da occulti padroni. La ciliegina sulla torta: la Castagnapartecipa, con altri fascisti bresciani, a suon di cene e foto postate su Facebook, a riunioni con vecchi camerati, residuati bellici, di Avanguardia Nazionale, organizzazione fascista e golpista disciolta nel ’76 per effetto della Legge Scelba. Cene che si svolgono tradizionalmente ogni ultimo giovedì del mese in un locale cittadino, infarcite di simbologia fascista, saluti romani e foto di rito”. E poi c’è la Castagna in versione ultrà, ritratta in numerose foto nel cuore della curva nord dello stadio Rigamonti durante la partita con il Livorno, circondata da elementi del tifo organizzato marchiato Brigata Leonessa. Sodalizio legato a doppio filo con il Veneto Fronte Skinehad. Si, proprio quello dei picchiatori fascisti per antonomasia, quelli a metà strada tra malavita comune, fede calcistica e ideologia nazi-fascista. Insomma una Laura Castagna che si sforza di lavarsi la faccia con acqua e sapone ma addosso le rimane l’intenso color nero delle sue trame: tradizione fascistissima garantita da Azione Sociale, pratica politica garantita da Forza Nuova, connotazione razzista marchiata “Brescia Italia”, nostalgiche velleità sotto il marchio di Avanguardia Nazionale manovalanza pronta a menare con i colori da stadio.                                                  
Ora, in questa situazione sociale drammatica, con il DDL sicurezzache incombe su tutti noi, il decreto Pillonin cantiere, la tracotanza dei fascisti collusi con i leghisti, o viceversa, e il totale sdoganamento del fascismo nostalgico o futuro, sarà sempre più dura.

 

La sostanza (non solo quella della forma come dice Cammarata) è soprattutto negli ideali antifascisti fondanti della nostra costituzione. Sia chiarito ai leghisti che quando devono organizzarsi una claque in consiglio comunale, non possono portarsi i fascisti; non si può tollerare oltre questo balletto di mistificazioni reazionarie. Che anche la Giunta prenda posizione:è ora!

L’antifascismo è militante per forza di cose o non è nulla.

 

 

 

 

 

 

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