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[BRESCIA]: al fianco dei compagni colpiti dalla repressione

Un sistema sociale per gran parte fondato sull’inumana ottusità di un apparato legale ideato per soddisfare il tornaconto di un potere che calpesta e umilia i più deboli, non può che produrre miserie e violenze.
E in un simile sistema sociale, chi si batte per i diritti di tutti e tutte, chi ancora si ostina a percorrere “in direzione ostinata e contraria” la strada della solidarietà, non può che apparire come un fuorilegge. Lo scorso 14 febbraio il tribunale di Brescia ce ne ha data l’ennesima conferma, infliggendo tre pesanti condanne ad altrettanti militanti della lotta antisfratti che agisce a Brescia e provincia; tutto questo per aver tentato di difendere strenuamente una famiglia costretta a vivere in condizioni disumane. Chi sono i criminali? I compagni e le compagne che si battono affinché chiunque possa avere il diritto di vivere degnamente, o i banditi dai mille volti che per i loro sudici interessi producono tutti i giorni soprusi e brutalità?
Non si può non pensare all’orrendo controsenso di un sistema impregnato di violenza e repressione, e che tuttavia esige dalle proprie vittime obbedienza, silenzio e disciplina. Come Rete Antifascista non possiamo che essere al fianco dei compagni colpiti dalla repressione di una legalità che contrasta con le leggi della coscienza, del cuore, della solidarietà, dell’umanità; e siamo contro una società che qualcuno vorrebbe soltanto improntata al disprezzo, una società per la quale è normale che il tragico spettro fascista possa godere di spazi in cui organizzare e pianificare il proprio odio; in definitiva, non possiamo che schierarci contro un sistema assurdo che punisce i solidali, che penalizza gli oppressi e sovente gratifica gli oppressori.
 

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