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COMUNICATO DELLA RETE ANTIFASCISTA DI BRESCIA CON TUTTI GLI IMMIGRATI: SOLIDARIETA’

COMUNICATO DELLA RETE ANTIFASCISTA DI BRESCIA
CON TUTTI GLI IMMIGRATI: SOLIDARIETA’

Lo scorso 4 dicembre abbiamo assistito per la seconda volta nell’arco di un mese
ad un super spot razzista e fascista messo in onda in diretta nazionale da una
nota emittente televisiva.
Il palcoscenico era quello della caserma Serini di Montichiari che a breve ospiterà
130 richiedenti asilo in attesa del riconoscimento di status di rifugiato ed in
attesa di essere trasferiti in strutture molto più piccole sparse sul territorio.
La logica della microaccoglienza ha trovato a Brescia la collaborazione di circa
un terzo delle amministrazioni comunali.
Se in altri territori la situazione è divenuta complicata, come ad esempio a Cona,
è perché in Veneto solo un comune su dieci si è dato disponibile all’accoglienza
diffusa. La strada da perseguire è quella della microaccoglienza.
Probabilmente se tutti i comuni bresciani avessero svolto un ruolo attivo non si
sarebbe arrivati all’individuazione della ex caserma Serini quale centro di prima
accoglienz
a e smistamento.
E’ sconcertante che le stesse forze politiche contrarie alla microaccoglienza stiano
oggi alzando barricate ideologiche contro la presenza di richiedenti asilo a Montichiari.
Sconcerta ancor più che lo facciano in modo tanto becero e razzista dipingendo i futuri
“ospiti” della Serini come potenziali criminali.
Questi uomini e donne, in fuga da guerre, persecuzioni e carestie, si ritroveranno
deportati in un lager dopo aver sfidato aguzzini, trafficanti di uomini e viaggi epici,
spesso mettendo a rischio le proprie vite.
Positivo è il lavoro che si è intrapreso a Montichiari ove mettendo da parte logiche di
appartenenza si sta cercando di promuovere cultura della solidarietà attraverso
volantinaggi o il semplice dialogo con i cittadini.
Questi sforzi rischiano però di essere vani se si continua a concedere spazi di agibilità
politica a razzisti e fascisti.
Il fatto che sia presente da alcune settimane un presidio innanzi alla Serini carico di
ideologie antidemocratiche e fuori dal dettato costituzionale è assai grave.
Ancor più grave che Prefetto e Questore consentano tale manifestazione dichiarando
“importante che stiano tranquilli”.
La bomba è innescata: le vere anime del presidio sono gli stessi fascisti che misero in
scacco San Colombano di Collio per un mese, sono gli stessi che se ne vanno in giro a menare
armati di cinghie, sono quelli che fanno inaugurare una delle loro squallide sedi bresciane
ad un pregiudicato e camorrista.
Assurdo invece che ogni richiesta avanzata alla Prefettura di consentire un contatto solidale
tra le organizzazioni di Montichiari ed i futuri “ospiti” della Serini sia stato negato.

IL PRESIDIO FASCISTA E RAZZISTA DELLA SERINI
DEVE ESSERE RIMOSSO!

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